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Daily Booster 19 – L’eccellenza non è l’eccezione di alcuni , ma la possibilità di tutti! E’ in questa ottica che le aziende dovrebbero sviluppare la cultura del talento in azienda . In questa nuova eccezione passare dal talent management al management del talento significa mettere l’attenzione non più solo su pochi elementi ma su tutto il management a disposizione, riuscendo cosi a sviluppare,  liberare e valorizzare il REALE potenziale  delle persone, e questo permetterà di  impattare in modo significativo sulla performance aziendale.

Il significato del talento nel talent management

Il concetto del talento  ruota essenzialmente intorno a 2 significati:

  • il primo legato solo alle persone ad alto potenziale. Ossia le aziende identificano il talento solamente nelle persone che presentano particolari doti, magari superiori alla media delle altre persone e a queste persone vengono date maggiori possibilità di sviluppo rispetto agli altri dipendenti.
  • Il secondo significato, secondo un sondaggio recente su 60.000 aziende italiane, il 50% di loro considerano il talento come strettamente  collegato al possesso di spiccate competenze tecniche e di conseguenza implementano piani formativi per aumentare la competenza tecnica dei dipendenti.

Premesso che la competenza tecnica è alla base della performance , ma  è l’elemento più importante? Assolutamente no.

Le hard skill vs soft skill

Le competenze tecniche, sono le hard skills, intese come  abilità tecniche che riguardano il nostro sapere e saper fare. Da studi fatti sulla performance, pesano solo il 20% sul risultato! Ed è facilmente intuibile: se metti a capo di una squadra una persona tecnicamente preparata ma con scarse capacità di gestione e motivazione del suo team , difficilmente raggiungerà traguardi importanti.

In un mercato in piena evoluzione, dove l’orientamento al cambiamento, il lavoro di squadra e la motivazione dei dipendenti è fondamentale , pensare di focalizzare l’attenzione su una manciata di persone ad alto potenziale e/o persone che siano in possesso di forti competenze tecniche è illusorio. La gestione sul talento attuale , oltre a non essere efficace si basa su un concetto di talento assolutamente obsoleto.

Il significato del talento nel management del talento

Se alla parola Talento iniziamo invece a dare il giusto significato, possiamo parlare di managment del talento.

Secondo la Gallup, società americana che studia le tendenze socio-economiche-demografiche di tutto il mondo  e leader nella scoperta del talento umano, i talenti sono quelle  caratteristiche personali che ogni individuo possiede e che sono il suo naturale modo di pensare, sentire, comunicare e comportarsi, che porta l’individuo ad avere risultati efficaci nella sua vita personale e lavorativa .

Per scoprire il talento, la Gallup, insieme allo Psicologo Donald Clifton, ha studiato per 40 anni oltre 300.000 persone di successo di tutte le categorie sociali per cercare di capire quali erano queste caratteristiche trasversali, che gli permettevano di raggiungere in modo efficace i loro obiettivi . La Gallup ha cosi definito un panorama di 34 aree di talento trasversale, e ogni individuo ne possiede 5 dominanti che lo contraddistinguono e che egli usa in modo spontaneo e ricorrente.

Queste caratteristiche sono le soft skill , che sempre di più in fase di recruiting si cerca di identificare perché vengono considerate un fattore determinante.  Esse sono le competenze trasversali di processo: cioè la modalità con il quale le persone agiscono e si relazionano  reciprocamente. Riguardano il loro modo di comunicare, ascoltare, intrattenere un dialogo, dare feedback, avere empatia, risolvere problemi, risolvere conflitti , motivare il team, pianificare, essere orientati al risultato, flessibili …

Dal miglioramento al potenziamento

Spesso però questo tipo di caratteristiche, vista la loro natura spontanea per le persone che le possiedono risultano di facile utilizzo e quindi non attribuiscono “valore” dato che al valore viene collegato il concetto di “sforzo”. Questo deriva dall’educazione che abbiamo ricevuto per cui ci hanno insegnato che dovevamo  “aggiustare” i nostri punti di debolezza dando per scontato ciò in cui eravamo già bravi… Il risultato di questa educazione è che sviluppiamo un modello comportamentale non efficiente e che ci porta fuori strada.
Invece è proprio il contrario, se iniziamo a  puntare su ciò in cui siamo realmente Bravi, possiamo accedere alla nostra eccellenza.

La conseguenza in azienda è che cerchiamo di migliorare , aggiustare la risorsa invece di POTENZIARLA e il risultato dopo anni non è quello di avere queste aree deboli trasformate in punti di forza, ma solo delle aree deboli “un po’ meno deboli”, mentre invece non abbiamo realmente sviluppato il potenziale della risorsa.

Si tratta quindi anche di rivedere i sistemi di valutazione in azienda, oggi basati su un piano di miglioramento della risorsa vs un piano di potenziamento della stessa che gli permetterebbe invece di accedere alla sua “eccellenza”.

Se vogliamo transitare dal talent management al management del talento, allora il focus dovrà spostarsi sul ‘potenziale’ della risorsa e su cosa fare per farlo esprimere, infatti , identificare i talenti è il passo necessario ma non sufficiente.

La vera sfida, per le aziende, quindi, sarà di trovare il modo per identificare, valorizzare e sviluppare questo tipo talento.

Cosa fare dunque?

Mettere la persona giusta al momento giusto nel posto giusto.

La conclusione a cui si è giunti nell’ultima edizione del Forum dedicato alle Risorse Umane, è che il talento può esprimersi se la persona ha un buon fit con la sua posizione.

Detto in altri termini, più la persona riesce ad esprimere , questo tipo di talento “soft” all’interno di un ruolo e metterlo al servizio di una mansione che lo interessa realmente più sarà alto il suo potenziale di crescita , indipendentemente dal confronto con gli altri ma in relazione al valore che può portare all’azienda.  Più questo potenziale di crescita sarà alto, più il talento identificato produrrà valore per l’azienda.

Purtroppo emerge un dato allarmante da una ricerca recente: oltre il 30% delle persone dichiara di non avere l’opportunità di fare le cose che sa fare meglio al lavoro tutti i giorni. La principale conseguenza di questo è un grandissimo rischio di mediocrità nel compito svolto: se non siamo interessati faremo il nostro lavoro senza motivazione e energia. 

Invece una persona interessata al compito e che usa i suoi talenti non solo avrà una curva di apprendimento esponenziale, ma anche una produttività maggiore.

Questo approccio al talento ha un grande vantaggio, perché la risorsa sarà motivata profondamente e quindi maggiormente “engaged” alle sfide aziendali.

L’Engagment in azienda

Sempre di più l’ “employee engagment” è sinonimo di crescita, benessere e profitto. Lo è per moltissimi motivi a partire dai più scontati: un dipendente soddisfatto è produttivo, si ammala di meno ed è più fedele all’azienda. In questa modalità egli offre un contributo attivo allo sviluppo del business.

L’ Engagement  è un approccio che crea le condizioni ottimali perché tutti i membri di un’azienda diano il meglio, dove tutti saranno coinvolti rispetto ai valori e obiettivi aziendali, motivati a contribuire al suo successo, orgogliosi e leali nei confronti dell’organizzazione e primi sostenitori della crescita del business.

 Nel documento sull’engagment della Gallup per Managers and Leaders, vengono sottolineati tre piani di coinvolgimento per l’espressione del talento:
• Head: “Sono mentalmente coinvolto nel mio lavoro”
• Heart: “Sono emozionalmente coinvolto nel mio lavoro”
• Hands: “ Sono operativamente coinvolto nel mio lavoro”

In conclusione credo quindi che oggi la vera posta in gioco per le aziende sia di trovare il modo per aumentare la felicità dei loro dipendenti e questo avrà come conseguenza l’aumento della produttività e performance aziendale

Il  nuovo paradigma è : il talento non è la prerogativa di alcuni ma la possibilità di tutti , se la risorsa viene messa nella posizione giusta e nelle sue mansioni viene messa a fare ciò che sà fare meglio .

Solo in questo modo l’azienda e gli HR riusciranno a far “brillare” il talento di ognuno e far  “sbocciare” la potenzialità delle persone generando cosi degli “happy team” coesi, forti, creativi , coraggiosi , e capaci di accogliere le sfide di questo nuovo mondo.

Scoprire i talenti: quanta confusione su questo tema! …i talenti stanno diventando una parola sempre più citata e ricercata. Questa parola, però racchiude diversi significati e molto spesso la sento utilizzare in modo inesatto. Fare chiarezza potrà liberare alcuni talentuosi sopiti..

Una prima buona notizia: siamo tutti talentuosi!

Nell’immaginario collettivo si pensa sempre a qualcosa di eccezionale, irraggiungibile non alla mia portata e quindi siccome è irraggiungibile l’eccellenza diventa un utopia o un traguardo che solo pochi possono ambire.

MA non è cosi! L’eccellenza è la possibilità di tutti non l’eccezione di alcuni

I talenti nascono e si sviluppano con noi, e sono essenzialmente di 2 tipi : talento fisico e comportamentale  e hanno una grande differenza e un grande punto in comune .

La distinzione riguarda la loro natura, infatti i talenti fisici si contraddistinguono per un’abilità fisica, ad esempio quella di un calciatore, di un artista, di un musicista, di un pittore, di un cantante, di uno sportivo, che solo una minima parte della popolazione possiede, ma che invece ha una grande notorietà, in quanto sono spesso talenti mediatici e la TV ne parla moltissimo . I talenti comportamentali riguardano un abilità mentale , sono il nostro modo di pensare, sentire e comportarci .

Questo tipo di talento è PRESENTE IN OGNUNO DI NOI ma contrariamente al primo ha una bassa notorietà! 

Vorrei quindi cercare di condividere con voi ciò che ho imparato e capito.

Mi focalizzerò sui talenti comportamentali , visto che li abbiamo tutti ma nessuno li conosce veramente. Questo tipo di talento deriva da un processo naturale del nostro cervello: sviluppare delle sinapsi. Le sinapsi sono delle connessioni cerebrali con cui noi reagiamo agli stimoli esterni. Per “sinapsi” si intende un percorso preferenziale secondo cui ad un certo stimolo, si dà una certa risposta. Perché una sinapsi diventi un talento è necessaria una condizione di fondo, tale condizione è la ricorrenza: i muscoli parasimpatici ci fanno agire sempre in un modo preferenziale, se c’è una ricorrenza nella risposta che diamo a certi stimoli e se tale risposta è produttiva, allora è un talento. Il talento si caratterizza, inoltre, per essere una manifestazione spontanea davanti ad un evento qualunque: in particolare quando ci troviamo di fronte ad un problema, rispondiamo con i nostri talenti. Il talento, inoltre, è un comportamento continuo che per altro ti dà piacere e produce un risultato.

 Il talento si può, quindi, definire come “una qualsiasi attività ricorrente di pensare sentire e comportarsi che può produrre un risultato”.

 Il talento ha che fare con il riconoscere profondamente chi siamo! la nostra unicità!

 Il talento è un seme particolare in mezzo ad altri che abbiamo, a secondo di come lo annaffieremo egli germoglierà o meno…

Sapere che tutti abbiamo talento, ci porta a metterci in situazione attive e non piu passive, ci chiama all’azione e ci fa muovere nella vita . Ecco quindi i primi 4 passi che possono guidare la nostra ricerca talentuosa:

Passo 1: Credi nella tua “talentuosità”

Il primo passo consiste nel credere che abbiamo dei talenti da esprimere in questa vita, e che qualunque cosa noi facciamo  se non troviamo il modo di esprimere quei talenti nel lavoro e nella vita non saremo mai veramente felici. Credere nella loro presenza in noi ci farà agire con molta più energia, forza e coraggio. Crede nella propria talentuosità ti farà osare nella vita e nel lavoro, qualità fondamentale nel nostro contesto storico ed economico.

Passo 2: Scopri la tua “talentuosità”

Il secondo passo consiste nel cercare di capire quali sono i talenti che ci contraddistinguono e iniziare a focalizzare la nostra attenzione su ciò in cui siamo bravi, piuttosto che cercare di aggiustare i nostri punti di debolezza.

Persone come Einstein -che per altro è uno dei fautori di questa teoria – Steve Jobs , Walt Disney…e tanti altri, sono state proprio persone che hanno puntato tutto sui propri talenti tralasciando le proprie aree “deboli”.

Per iniziare il nostro viaggio all’interno del mondo dei talenti, partiamo da un  Paradigma: ogni individuo che sa fare bene una cosa, se passa sempre più tempo a fare quella stessa cosa alla fine diventerà eccellente nel farla.

Il primo mito da distruggere è, dunque, il mito della mediocrità: “devi essere bravo un po’ in tutto per avere successo”! Lo studio dei talenti, invece, dimostra proprio che le persone che hanno raggiunto l’eccellenza in un’area lo hanno fatto migliorando le aree o le cose che erano già bravi a fare. Oppure, detto da un’altra angolatura,  hanno concentrato tutti i loro sforzi per trovare un modo di svolgere il loro lavoro usando le loro aree di forza compensando con i loro talenti quei compiti che richiedevano l’uso di abilità o qualità diverse dalle loro. 

Passo 3 : Allena La tua “talentuosità”

Il terzo passo è allenarli, proprio come dei muscoli! I talenti sono la nostra via preferenziale verso la nostra eccellenza, o meglio sono il nostro potenziale di eccellenza! Per i talenti fisici è facilmente intuibile: uno sportivo o un artista quando scopre di avere un talento, li allena per farli crescere , perché sa che solo cosi potrà diventare eccellente e/o vincere . Solitamente , e parlo per esperienza sui molti talentuosi che ho incontrato, quando scopriamo di avere dei talenti , facciamo fatica ad allenarli . Il punto è che solo cosi possiamo farli diventare dei veri propri punti di forza, zone di eccellenza , dandoci la possibilità di diventare i campioni della nostra vita sia personale che professionale! D’altronde un vero campione sportivo, lui non solo allena il suo talento fisico, ma sa di dover allenare anche il suo talento comportamentale …. ma noi spesso abbiamo molti freni

Una volta trovati  i  talenti, dobbiamo dimenticarci di tutto ciò che non sappiamo fare  e dedicare le nostre energie nel mettere in azione il nostro talento e questo ci renderà felice perché ci orienterà naturalmente verso cose facili, leggere e fluide per noi. 

Quando lavoriamo sul nostro talento, inoltre, la capacità di apprendimento è molto superiore rispetto a quando ci impegniamo a fare quello che non siamo bravi a fare.  Ovvero quando il talento è in azione la nostra curva di apprendimento ha una crescita  esponenziale e inarrestabile. E’ stato dimostrato che una persona che lavora con i suoi talenti può recuperare in due anni le competenze necessarie in un dato settore acquisibili normalmente in dieci anni. 

Passo 4: Usa la tua talentuosità per migliorare la qualità della tua vita

Dopo aver capito quali sono i nostri talenti dobbiamo capire se quello che facciamo nella nostra vita è adeguato ad essi: il nostro lavoro, che è l’attività che occupa il 30% della nostra vita, dovrebbe essere tale da consentirci di sfruttare pienamente i nostri talenti.

Esistono chiare prove della correlazione positiva che esiste tra il livello  di salute di un individuo e lo sfruttamento del proprio talento. Il talento è, infatti,  l’espressione della nostra creatività e qualsiasi tipo di lavoro noi facciamo, esso è un modo attraverso il quale creiamo: se non produciamo qualcosa allineata con il nostro talento, sbocciano in noi dei sintomi di malessere. Se sfruttiamo appieno il nostro talento in quello che facciamo, invece, ci realizziamo come individui sfruttando realmente la nostra energia creativa poiché il talento è ciò che si trova più vicino alla nostra vera natura. Quando sfruttiamo appieno i nostri talenti stiamo facendo qualcosa che ci piace e che facciamo bene: questi sono i presupposti per avere successo o detto in termini più ampi essere realizzati.

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Il comando ti porta ad assumerti la responsabilità. Contrariamente ad alcune persone non ti senti a disagio ad imporre il tuo punto di vista sugli altri. Al contrario, quando la tua opinione è formata vuoi condividerla con gli altri. Quando il tuo obiettivo è stato fissato ti senti agitato fino a quando non hai allineato gli altri con te. Non sei impaurito dal confronto, ma anzi sai che è il primo passo verso la risoluzione. Alcuni possono evitare le situazioni spiacevoli mentre tu le affronti per capire la verità, non importa quanto spiacevole possa essere. Hai bisogno che le cose siano chiare tra le persone e le sfidi ad essere sempre oneste e perspicaci. Li spingi a prendere rischi e alcune volte puoi anche intimidirle. E anche se alcuni possono risentirsi e dire che sei un dogmatico, spesso ti sostengono di buon grado. Le persone sono attirate da coloro che prendono posizione e gli chiedono di muoversi in una certa direzione, quindi le persone saranno attirate da te. Tu hai la presenza. Tu hai il comando.

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Ti sei riconosciuto in questo talento?

Il talento in azienda viene spesso identificato come la prerogativa di alcune risorse “speciali”. Ma se cosi non fosse? Se il talento non fosse l’eccezione di alcuni ma la possibilità di tutti?. Ecco la mia visione oggi.

Lui parlava di azienda, competenze, produttività , efficacia e voleva sapere come l’utilizzo dei talenti avrebbe potuto permettergli di avere più risultati …

Io ero paralizzata, avevo si tutte le risposte per lui ma non era quello di cui avevo voglia di parlare, il mio cuore batteva velocemente e la sua voce all’improvviso è diventata un rumore di sottofondo… nella mia mente, mi sono rivista da manager efficace, robotica , business oriented , interessata solo alla massimizzazione del risultato e … quella sensazione allo stomaco, per l’esattezza quel pugno allo stomaco la mattina appena sveglia… volevo svegliarlo , volevo fargli capire che forse oggi la mega crisi di trasformazione che stava travolgendo ogni campo della nostra esistenza, dal lavoro alle relazioni personali ci stava chiamando ad un nuovo modello lavorativo, dove la risorsa non più sfruttata ma felice può produrre di più e meglio ed essere anche più fedele all’azienda nel tempo.

Questo è possibile solo attraverso un reale interessamento dell’azienda nel capire come e in che modo può contribuire alla felicità del suo dipendente o collaboratore, e quindi cercando di capire maggiormente i suoi bisogni.

Oggi, il 30% delle persone dichiara di non avere l’opportunità di fare le cose che sa fare meglio al lavoro tutti i giorni. La principale conseguenza di questo è un grandissimo rischio di mediocrità nel compito svolto e nel prodotto o servizio erogato dalle aziende: se non siamo interessati faremo il nostro lavoro senza motivazione e energia. Ma in un momento di crisi, un’azienda che permette la mediocrità , può pagare un prezzo elevato. 

Ma quindi come fare?

In questo contesto di crisi , l’azienda deve quindi puntare alla sua eccellenza, non ricercandola attraverso l’identificazione di alcuni persone speciali di talento, ma piuttosto puntando a creare dei “team di talento” capace di generare quella forza di impatto  e quell’energia che emerge quando siamo portati  a usare i nostri talenti e fare ciò che sappiamo fare meglio.

Personalmente credo quindi che oggi la vera posta in gioco per le aziende sia trovare il modo per aumentare  la felicità dei loro dipendenti e questo avrà come conseguenza l’aumento della produttività e performance aziendale

Il  paradigma oggi da abbattere è : il talento non è la prerogativa di alcuni ma la possibilità di tutti se la risorsa viene messa nella posizione giusta e nelle sue mansioni viene messa a fare ciò che sà fare meglio.

In questo modo l’obiettivo dell’azienda diventa la realizzazione della risosrsa più che allo sfruttamento efficace della stessa. Possiamo quindi dire che il nuovo modello su cui puntare dovrebbe essere la ricerca dell’efficacia come conseguenza della realizzazione

I talenti possano davvero aiutarci molto in questo e nella nostra ricerca verso la felicita che è fatta di scelte che spesso richiedono coraggio, ma l’uso dei nostri talenti ci permette di esserlo.

Questa mia visione lo ha lasciato un po perplesso, ma interessato e contagiato dalla mia passione … gli ho fatto vedere come seguendo la via dei talenti sono riuscita a trasformare quella sensazione allo stomaco in una sensazione intensa al cuore non appena mi alzo e so di andare a conoscere un nuovo gruppo di talentuosi.. e questo mi rende instancabile, creativa, innovativa, coraggiosa, veloce, fluida, passionale e guerriera solo per incontrare ancora una volta quello sguardo pieno di luce e speranza nella faccia delle persone quando entrano in contatto profondo con i loro talenti e si scoprono liberi di creare la propria vita… insomma grazie a tutti , mi regalate cosi tanto e mi date la possibilità di esprimere i miei talenti nella mia ricerca di felicità…Se vuoi saperne di più vieni a trovarmi .http://fiorellapallas.it/talent-executive/

Talento Persuasivo: WOO (è la traduzione in Inglese) questo talento ti porta ad essere molto persuasivo con gli altri. Tu adori incontrare sempre nuove persone e cerchi di farti piacere. Gli sconosciuti non t’intimidiscono, al contrario ti elettrizzano, ne sei attratto. Tu vuoi sapere i loro nomi, fai domande, cerchi di sapere quali sono i punti comuni in modo da trovare gli interessi comuni e poter poi costruire così un rapporto. Alcune persone scappano quando devono iniziare nuove conversazioni, perchè hanno paura di trovarsi a corto di argomenti. Tu non lo fai. Non solo sei raramente a corto di parole, ma ti piace proprio rompere il ghiaccio e creare connessioni. Una volta creata questa connessione, sei felice di muoverti verso altri incontri. Ci sono sempre nuove persone da incontrare, nuove stanze, nuove folle dove mischiarsi. Nel vostro mondo non vi sono sconosciuti ma solo amici che ancora non avete incontrato.
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Talento Strategia: STRATEGIC (traduzione inglese) Il talento dello strategico ti rende capace ti uscire fuori dalle situazioni ingombranti trovando la strada migliore. Non è un’abilità che si può apprendere, è un modo speciale di pensare, una prospettiva speciale del mondo. Questa prospettiva ti aiuta a vedere le soluzioni lì dove gli altri vedono solo complessità. Memore di questi schemi, trovi sempre scenari alternativi, chiedendo sempre: “Cosa succederebbe se..?” Questa domanda ricorrente ti aiuta a sempre vedere dietro l’angolo cosa si trova, così puoi valutare quali sono gli ostacoli potenziali. Guidato da dove inizi a vedere questi sentieri, inizi le tue selezioni. TU elimini tutti i sentieri che portano verso il nulla o verso la confusione. Continui questo processo fino a quando non arrivi alla strada scelta, la tua strategia. Armato con la tua strategia colpisci e vai avanti. Cosa succede se? Scegli e colpisci.
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Talento significativo: SIGNIFICANCE. Questo talento è quello che ti permette di apparire significativo agli occhi degli altri. Nel vero senso della parola vuoi essere riconosciuto, vuoi essere ascoltato vuoi distinguerti, vuoi essere conosciuto. Nello specifico vuoi essere ascoltato e apprezzato per la tua unicità. Ti piace essere ammirato per la tua credibilità, professionalità e per il tuo successo. E se gli altri non lo sono li spingi fino a quando non lo diventano, altrimenti vai avanti. Tu sei uno spirito indipendente, e vuoi che il tuo lavoro sia un modo di vita e non un lavoro, e in quel lavoro vuoi che ti lascino a redini sciolte, con la massima libertà d’azione. I tuoi desideri li senti molto e cerchi di onorarli, quindi riempi la tua vita di obiettivi o qualifiche che muori dalla voglia di raggiungere. Su qualunque cosa ti focalizzi, il tuo tema ti tirerà verso l’alto, lontano dalla mediocrità e vicino all’eccezionale. Questo è il tema che ti fa arrivare in alto.

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Talento Sicurezza in sè – Self Assurance. Questo talento  porta ad avere molta fiducia in se stessi. In fondo a te stesso tu hai una profonda fede nelle tue forze. Tu sai di essere in grado di prendere dei rischi, affrontare nuove sfide, e ancora più importante sei capace di portarle a termine. Benedetto da questo talento di sicurezza in te, hai fiducia non solo nelle tue abilità, ma anche nei tuoi giudizi. Quando guardi nel mondo sai che la tua prospettiva è unica e distinta. E proprio perchè nessuno la vede esattamente come te, nessuno può prendere una decisione al posto tuo. Nessuno ti può dire cosa pensare, possono solo guidarti, possono solo suggerirti. Ma tu da solo hai l’autorità per giungere alle conclusioni, prendere delle decisioni e agire. Questa autorità, questa responsabilità non t’intimidisce, al contrario la senti naturale. In qualsiasi situazione ti trovi, sai sempre qual è la giusta decisione. Questo tema ti conferisce l’aura della Certezza. Contrariamente ad altri è molto difficile farti cambiare opinione, anche se gli argomenti altrui sono molto persuasivi. Questa fiducia in te può essere tranquilla o forte, dipende dagli altri temi, ma è solida. È come la chiglia di una barca che ti fa reggere la pressione e mantenere la rotta.

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