talenti Archivi • Fiorella Pallas

I talenti sono le più grandi risorse a nostra disposizione, purtroppo spesso non ne siamo consapevoli. Perchè? 

Ci hanno fatto credere di dover “aggiustare” i nostri punti di debolezza dando per scontato ciò in cui eravamo già bravi… Invece è proprio il contrario, bisogna puntare tutto su ciò in cui siamo realmente Bravi tralasciando tutto il resto…. ma questo nessuno lo spiega, e se sei un genitore è importante che tu lo sappia.

Come genitore scopri e allena i suoi talenti sin da piccolo, lo aiuteranno ad avere sempre più fiducia in sè e lo guideranno naturalmente verso un percorso di studi e un lavoro che lo rispecchi. 

Ma cosa è dunque il talento? lo abbiamo tutti o solo alcuni? Ho una buona notizia, abbiamo tutti dei talenti, e sono il nostro modo innato , spontaneo e ricorrente di pensare , sentire e agire nella vita. Da non confondere con il talento fisico del creativo, dello sportivo, del cantante , del musicista… che invece hanno poche persone  .

Sapere che il talento è in ognuno di noi e non in alcuni di noi FA LA DIFFERENZA , e saperlo in giovane età evita un sacco di danni collaterali. 

E molto più facile far crescere un bambino talentuoso che aggiustare un adulto che non si crede di esserlo!

Purtroppo l’educazione che riceviamo, a scuola e in famiglia, ci allena al miglioramento piuttosto che al potenziamento del meglio di noi, vedi a scuola dove siamo obbligati ad essere un pò bravi in tutto e avere la media ovunque.! Noi siamo naturalmente talentuosi in alcune cose e non in altre, è proprio questa la nostra unicità!!!!

 Il sistema di mediocrità  nel quale veniamo allevati  invece ha 2 conseguenze:

– da bambini cresciamo con una convinzione di base: cosi come sono non vado bene!  e quindi passiamo la vita a focalizzare la nostra attenzione sulla parte di miglioramento, su ciò in cui non siamo bravi,  piuttosto che il contrario 

– i genitori confermano questa convinzione investendo tempo e risorse per sostenere i bambini su ciò che devono migliorare  senza però trovare tempo anche per espandere quelle aree comportamentali dove il figlio è naturalmente forte.

I semi della nostra eccellenza e del nostro potenziale stanno proprio nelle aree di maggiore forza di ognuno di noi, saperli, riconoscerli, enfatizzarli , percepirli aiutano a crescere con convinzioni sane e potenzianti .

Ogni genitore vuole il meglio per il proprio figlio, e gli da aiuto per esprimere la sua unicità:  ma non sempre sappiamo farlo, spesso l’amore , l’educazione che abbiamo ricevuto e la buona volontà non bastano, ma cominciare a farsi le domande potenzianti e imparare a riconoscere i talenti in noi e nei nostri figli  è un magnifico inzio! 

 Ognuno è un genio ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi egli si credera uno stupido per tutta la vita – Cit Einstein

Cercare le proprie passioni e trovare un lavoro che ci renda felice è un’illusione? Ma se all’improvviso scoprissimo che il vero scopo della vita è vivere nella gioia e nel piacere… Come sarebbe? Cosa cambierebbe nella nostra vita? Cosa avreste voglia di fare o di non fare più? E se proprio la crisi fosse la molla che ci sprona a cercare le proprie passioni

Provengo da un educazione cattolica siciliana di medio alta borghesia e credo che in queste parole esista il condensato del DOVERE sotto diversi profili.

Mi hanno insegnato che ci sono cose giuste e non giuste, mi hanno allenato a seguire il loro punto di vista:
“studia, vai all’università, trova un buon lavoro sicuro e sistemati” – che per una donna significa anche trovare un buon marito e fare dei figli entro una certa età.

Ligia al mio dovere, ho seguito il sentiero programmato di scelte: buona università di economia e commercio, lavoro e carriera brillante in una multinazionale francese che mi ha portato a 33 anni ad essere una delle dirigenti donna di punta del gruppo, con in mezzo un’esperienza all’estero. Mi sono felicemente sposata a 27 anni, ho avuto il primo figlio a 31 anni e il secondo a 33.

Insomma un percorso da manuale… Ma …c’era un grande ma. Non era il mio punto di vista, avevo vissuto la vita di qualcun altro, i sogni non realizzati o realizzati di qualcun altro. Ho pure lavorato duramente per ottenere tutto questo, credendo fino in fondo alla bugia più grande che ci hanno obbligato a comprare: non si vive di soli sogni! Metti i piedi per terra, devi essere concreto!

Una vita nel dovere

C’è stato un errore clamoroso di interpretazione in questo avvertimento, abbiamo confuso il risultato con il processo. I sogni sono il nostro motore propulsore e non il processo, i sogni ci mettono in moto dandoci la direzione da seguire, rendendo il nostro obiettivo estremamente sexy e desiderabile, creando cosi la benzina necessaria per arrivare a destinazione.

Se ci poniamo degli obiettivi guidati dal dovere, saremo eccitati e stimolati nel raggiungere e performare nella vita? Non credo: essa diventerà piatta e monotona. I sogni e ciò che ci appassiona sono il cibo della nostra anima e ci permettono, quando ne entriamo in contatto, di eccellere e di essere felici. Decidere di seguire il nostro sogno, o ciò che ci appassiona, è decidere di seguire la via della felicità, fatta di valli, pianure e picchi: ogni valle la attraverseremo con forza e determinazione.

La felicità è una scelta quotidiana, non qualcosa che accade se manteniamo lo status quo delle cose. Bisogna avere coraggio? Meno di un tempo. Abbiamo una grande alleata in questo momento: la crisi, che non è altro che un richiamo al cambiamento. Tanto più la crisi è profonda, tanto più profondo è il cambiamento che in questo periodo storico siamo chiamati a operare nelle nostre vite, nella società, nella politica, nelle relazioni e anche nel business.

Siamo talmente abituati a stare nel purgatorio2201693038_6d9d8ae881_z

che non ci preoccupiamo di cercare la via di accesso

al paradiso e passiamo una vita nel dovere.

 

 

 

Ricollegarsi alle passioni

Nel mio lavoro di talent coach aiuto le persone a ricollegarsi alle loro passioni, a ciò che dà piacere. La stragrande maggioranza non sa riconoscerlo, maschera il dovere con 3 parole che io chiamo le parole Killer “Non mi dispiace”… e cosi collezioniamo un lavoro che non ci dispiace, degli amici che non ci dispiacciono, in alcuni casi anche un fidanzato/a di cui ci accontentiamo e che sposiamo dopo 10 anni di fidanzamento. La verità è che quella realtà non ci fa abbastanza male da volerla cambiare veramente, ma ci dà il diritto assoluto di lamentarci di tutto ciò che non funziona, di quello che va storto, invece di lamentarci dell’unica cosa che veramente conta: di come sta andando veramente la nostra vita. E allora, la crisi, nostra alleata, è una grande opportunità per uscire allo scoperto e farci uscire dal limbo.

Il coach, assume quindi un ruolo fondamentale in quest’epoca, è come una bussola capace di farci ricollegare con il nostro io più potente, con quella parte di noi che ha voglia di uscire, di esprimersi e di realizzarsi, seguendo quel pizzico di follia che rende la vita gustosa e degna di essere vissuta. Cosi quando arrivi nella zona “di sabbie mobili” in cui sai perfettamente che dovresti FARE alcune cose che non stai facendo, ma scegli continuamente di non farle, rimandando al domani l’ineluttabile confronto con te stesso, il coach assume un ruolo di richiamo, di campanello che con il suo suono ci riporta sulla retta via e ci aiuta con domande potenti ad aprire porte per farci vedere spazi inesplorati ma esistenti, spazi capaci di connetterci con il nostro successo felice.

La nota armonica

Per molti anni ho confuso le due parole successo e felicità: ho puntato al successo e al potere pensando che questo mi avrebbe reso felice: ho capito oggi che puntare alla felicità è la via più sicura per condurci al successo. Esiste un freno su questa via, si chiama PAURA, e il suo potere è buttarci appunto nelle sabbie mobili, luogo pericoloso che ti immobilizza. Un modo per uscirne, che ha funzionato per me e sta funzionando per tutte le persone che aiuto è capire quali sono le risorse a nostra disposizione per farci emergere.

Evidenziare i talenti, le nostre abilità, ciò in cui siamo veramente bravi, e metterli al servizio delle nostre passioni permette di iniettare dosi di coraggio, di sicurezza in sé, di energia, di forza propulsiva che ci riporteranno a “emergere”.

In questo momento cosi propizio di “crisi” possiamo decidere finalmente di essere noi stessi, decidere di emettere la nostra nota armonica. Il mio compito, la mia missione nella vita come shining talent coach è proprio questa: aiutare le persone a emettere la loro musica! E la crisi ci dà un ottimo spunto per farlo, avendo stravolto le regole che valevano un tempo e dando in modo paritario, a tutti coloro che vogliono giocare la partita, l’occasione e la possibilità di farlo.

Esiste un indizio inequivocabile che mi dice se stiamo sulla via, sono gli occhi che brillano, quella luce che viene da dentro quando abbiamo deciso, quando siamo sulla strada giusta. Ecco, vi auguro di vederla un giorno guardandovi allo specchio, “affinché nella vostra vita voi possiate camminare in bellezza, sia essa alla vostra sinistra per ricevere bellezza, sia essa alla vostra destra per dare bellezza, sia dietro di voi per lasciarne tracce nella vostra vita” . Preghiera Navajo.

Se sei in un momento in cui ti stai chiedendo come trovare la tua strada vienimi a trovare sul mio sito e scarica gratuitamente questi 3 video , avrai imparato anche tu a trovare il tuo “lavoro felice” !

 

 

Molte persone vogliono trovare i propri talenti, ma spesso una volta scoperti vengono chiusi in un cassetto! Si proprio cosi… I talenti non servono se vogliamo stare  fermi, se vogliamo che le cose rimangono allo stesso stato o detto in altri termini,  se vogliamo dei risultati diversi ma poi non siamo disposti a fare cose diverse.

I talenti sono lo strumento che facilita l’espressione del nostro vero potenziale, ma ho scoperto che spesso lo  imprigioniamo con la mancanza di ….soldi, socio, idea, abilità, momento giusto o sbagliato e cosi via , e quindi scoprire i propri talenti, che sono un mezzo,  non serve se tanto ciò che dobbiamo raggiungere è imprigionato .

In questi anni , dopo i miei corsi tutti migliorano la loro consapevolezza , il loro coraggio, fiducia in se, la qualità della loro vita, ma alcuni vanno veramente oltre e volano verso il loro potenziale.  Ho osservato da vicino queste persone e ho capito cosa li differenzia dagli altri.

Essenzialmente ecco i 4 freni alla vera espressione del nostro potenziale 

1- Paura della nostra potenza: Madiba, Un grande maestro di vita per me, meglio conosciuto come Nelson Mandela, il giorno del suo insediamento lesse questa poesia ormai storica:

“La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è quella di avere un enorme potere. E’ la nostra luce, non la nostra oscurità, che ci spaventa di più. Ci chiediamo: “chi sono io, per credermi brillante, stupendo, pieno di talenti, favoloso?”

Ed è proprio vero, la via del talento ti porta diritto verso la tua luce ma se non siamo pronti mentalmente e/o emotivamente , non ci attiviamo veramente. Credo che questa resistenza abbia a che fare con l’educazione cattolica del culto della modestia, che non è diventare arroganti, ma iniziare a “osare brillare ed essere brillanti” che non è essere perfetti, non è io brillo più di te , ma ecco questa è la mia luce, questa sono io, osare lanciarsi e smetterla di farsi più piccoli per paura di non essere modesti.

Quando poi la modestia si somma alla mediocrità, questo  impedisce ai nostri talenti di emergere veramente e allora diventa anestetizzante per l’individuo. Diciamolo pure, ci allenano ad adeguarci e raramente ad emergere e quindi sin dai tempi della scuola ci allenano ad avere la media ovunque, e in tutta la vita cerchiamo di “aggiustare” parti di noi invece di andare alla ricerca di ciò che sappiamo fare bene e brillare sempre più.

La via del talento, in questo senso, diventa un invito alla scoperta di chi siamo noi con la somma dei nostri più e dei nostri meno, accettando i nostri meno, imparando a gestirli e ad amarli, ma puntando sui nostri più, i nostri talenti, per brillare sempre più della nostra luce e potenza. 

2 – Mancanza di una PASSIONE : Spesso vi è una grossa confusione tra la parola talento e passione. Le passioni sono il cosa ci piace nella vita: cucina, la tecnologia, turismo, la musica , l’arte , il sociale… i talenti indicano il come lo faremo: nel senso di abilità comportamentali che metteremo in campo per svolgere la nostra passione. I talenti comportamentali , che tutti noi abbiamo, sono il nostro modo di pensare, sentire e comportarci che usiamo in modo spontaneo e ricorrente e sono ad esempio: abilità relazionali, analitiche, organizzative, cognitive , creative ……

Ad esempio se amo la Musica (passione) , a secondo dei talenti comportamentali che avrò posso identificare meglio come e in che campo posso brillare maggiormente: con la musica posso analizzare i conti, essere nel reparto organizzazione eventi, musicista…e cosi via. Quando la passione è chiare, i talenti mettono le ali..

     
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“Ciò che il cuore desidera ardentemente, mette le gambe in movimento”  proverbio Africano

 

 

3 – Mancanza di allenamento: I talenti sono le nostre gambe, ci fanno muovere e camminare verso la vita che desideriamo ma non tutti sono disposti a pagare il prezzo per raggiungere ciò che si desidera. I talenti per diventare visibili e essere dei veri e propri punti di forza hanno bisogno di essere allenati , esattamente come i muscoli: tutti li abbiamo, ma se li alleniamo li rendiamo visibili e potenti.

Spesso quando si pensa a talenti si pensa a qualcosa di eccezionale, fuori dalla media, e quindi si pensa che non è qualcosa che ci riguarda. Questi talenti , sono chiamati talenti Fisici e hanno una grande notorietà ma solo una piccola parte della popolazione li possiede, sono ad esempio il talento del calciatore, del musicista, del cantante, dello sportivo… I talenti a cui ci riferiamo sono i talenti comportamentali, che invece abbiamo tutti .

Se tu dici ad un calciatore che ha un talento, la prima cosa che inizia a fare è allenarsi. Succede alcune volte, che dopo la scoperta  dei talenti comportamentali non ci si allena sperando che magicamente le cose cambino. 

4 – Mancanza di fiducia in sè: La fiducia in sè è un dono o si sviluppa? la fiducia in sè è un talento e può essere  assolutamente sviluppato . Egli è direttamente correlato alla nostra capacità di agire nella vita , quindi è una caratteristica fondamentali per esprimere il nostro potenziale. Certo ad alcune persone verrà più facilmente averne ad altre sarà più difficile , ma acquisibile anche per i timidi e insicuri e autocritici incalliti e coloro che dicono che non possono , è FALSO, è come dire fumo e non posso smettere! Ciò che ci diremo , nel nostro dialogo interiore farà la differenza, poi possiamo farci aiutare, ma ci deve essere la  volontà. 

I TALENTI  sono i nostri pennelli che ci aiutano a colorare e creare la nostra vita , dobbiamo solo decidere che colori usare e che vita creare! 

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Il comando ti porta ad assumerti la responsabilità. Contrariamente ad alcune persone non ti senti a disagio ad imporre il tuo punto di vista sugli altri. Al contrario, quando la tua opinione è formata vuoi condividerla con gli altri. Quando il tuo obiettivo è stato fissato ti senti agitato fino a quando non hai allineato gli altri con te. Non sei impaurito dal confronto, ma anzi sai che è il primo passo verso la risoluzione. Alcuni possono evitare le situazioni spiacevoli mentre tu le affronti per capire la verità, non importa quanto spiacevole possa essere. Hai bisogno che le cose siano chiare tra le persone e le sfidi ad essere sempre oneste e perspicaci. Li spingi a prendere rischi e alcune volte puoi anche intimidirle. E anche se alcuni possono risentirsi e dire che sei un dogmatico, spesso ti sostengono di buon grado. Le persone sono attirate da coloro che prendono posizione e gli chiedono di muoversi in una certa direzione, quindi le persone saranno attirate da te. Tu hai la presenza. Tu hai il comando.

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Ti sei riconosciuto in questo talento?

Sei hai questo tema hai dei forti valori che sono molto radicati. Questi valori cambiano da persona a persona, ma generalmente questo tema ti porta ad essere altruistico, orientato alla famiglia, spirituale, responsabile ed etico. Questi valori hanno un effetto sulle tue credenze. Danno alla tua vita soddisfazione e significato. Nella tua visione il successo è molto di più che soldi e prestigio. Questi valori ti danno la direzione, guidandoti attraverso le tentazioni e distrazioni della vita e donandoti un set di priorità coerente. Questa coerenza è il fondamento delle tue relazioni. I tuoi amici dicono che sei una persona fidata. Questo tema ti porta ad essere considerata una persona di fiducia, ma ti porta anche a trovare un lavoro che abbia un senso e che sia coerente con i tuoi valori. Guidato da questo tema, ti importerà solo se potrai vivere questi valori.

Sei un conduttore. Quando ti trovi a dover affrontare una situazione complessa, che implica tanti fattori, hai piacere a gestire tutte queste variabili, allineandole e riallineandole fino a quando saranno sistemate nella configurazione più produttiva. Nella tua mente non c’è niente di speciale a fare questo; stai solo cercando di capire qual è il modo migliore per risolvere questa situazione. Altri che non hanno questo tema potrebbero dirti ”ma come fai a tenere in mente tutte queste variabili?” “Come puoi rimanere così flessibile e trovare sempre il miglior risultato ogni volta che vi sono nuove configurazioni?”. Ma tu non puoi nemmeno immaginare di comportati in un altro modo. Sei l’esempio dell’effettiva flessibilità, che va dal cambio della prenotazione del piano di viaggio all’ultimo minuto se si presenta una situazione più conveniente al rimuginare sulla giusta combinazione di persone e risorse su un nuovo progetto. Dal banale al complesso, tu cerchi sempre la giusta combinazione. Ovviamente dai il meglio di te nelle situazioni dinamiche e quando vi sono imprevisti ti ci tuffi dentro, a caccia di nuove opzioni e nuovi sentieri per trovare la migliore configurazione.

Il tuo tema di analitico sfida gli altri: ”provamelo, dimostrami che ciò che dici è vero”. Di fronte a queste domande alcuni vedranno le loro teorie appassire e morire. Per voi è proprio questo il punto. Non vuoi necessariamente distruggere le idee delle persone, ma insisti affinchè le loro teorie risultino solide. Ti senti obbiettivo e imparziale. Ti piacciono i dati perchè sono senza valore e cerchi le connessioni e i modelli. Cerchi di capire come alcuni modelli influenzano altri? Come si combinano? Cosa producono? Il risultato che emerge è adatto alla teoria o alla situazione presente?

Con queste domande togli i veli fino a quando non appaiono le radici delle cause.

Vivi nel presente, e non vedi il futuro come una destinazione prefissata. Invece, lo vivi come un posto che tu crei a partire dalle scelte e decisioni che prendi adesso. Così scopri il tuo futuro una scelta per volta. Questo non vuol dire che non fai piani, potresti averne, ma questo tema ti mette in condizione di rispondere alla situazione presente anche se ti porta lontano dai tuoi piani. Contrariamente ad alcune persone non ti crea problemi fare delle deviazioni non previste. Te le aspetti. Sono inevitabili. Infatti, in un certo modo tu guardi oltre. Nel tuo cuore sei una persona molto flessibile, che può rimanere produttiva anche quando la richiesta di lavoro ti manda in diverse direzioni nello stesso momento.

Quando si comincia? Questa è la domanda ricorrente della vostra vita. Puoi ammettere che l’analisi, lo scambio, il discutere possono dare delle indicazioni ma in fondo a te stesso sai che solo l’azione è reale. Solo l’azione può far in modo che le cose accadano e solo l’azione porta alle performance. Una volta che la decisione è presa non puoi non agire. Altri potrebbero dire ”ci sono ancora delle cose che non sappiamo” ma questo non ti rallenta. Nella tua visione l’azione e il pensiero non sono opposti. Infatti tu pensi che l’azione è il modo migliore per apprendere. Prendi una decisione, passi all’azione guardi al risultato e apprendi. Questo apprendimento t’informa sulla tua prossima azione? Come puoi crescere se non reagisci a qualcosa? Questa è la tua credenza. Devi uscire, buttarti nel mezzo. Devi sempre pensare al prossimo passo. Questo è il tuo unico modo per tenere il tuo pensiero fresco e informato. Alla fine tu sai che sarai giudicato non dalle tue parole, non dai tuoi pensieri, ma da ciò che hai fatto. Questo non ti fa paura, anzi ti elettrizza.

Gli Achiever hanno un costante bisogno di conseguire qualcosa. Sentono come se ogni giorno cominciasse da zero. Alla fine del giorno devono aver conseguito qualcosa di tangibile per sentirsi bene con se stessi. E con la parola “ogni giorno” s’intende ogni giorno della settimana: giorni feriali, weekend, vacanze. Avete come un fuoco interiore che vi spinge a fare di più, a conseguire sempre di più. Dopo ogni conseguimento il fuoco si abbassa per un momento ma si riaccende ben presto per spingervi ad altri scopi da raggiungere. È quello che ti spinge a fare sempre di più. Questo senso di “raggiungimento” potrebbe sembrare non logico, potrebbe non essere neanche focalizzato, ma è sempre con voi. Come achiever devi imparare a vivere con questi sussurri di scontentezza, e questo ha i suoi benefici. Questo ti porta l’energia di cui hai bisogno per lavorare per ore senza esaurirti. È questa richiesta di raggiungere che ti fa fissare il passo e definire il livello di produttività del gruppo. Questo è il tema che ti fa muovere.